pag.267 – a cura di Sandro Veronesi – Tascabili Bompiani 2008

Inauguro la nuova casa del mio vecchio blog 52libri. La vecchia casa su splinder rimane comunque aperta come archivio in cui andare a spulciare.

Anni fa un amico mi portò a vedere questo film. Premetto che sono una abituata a vedere film impegnati, anche mattone, per dirla tutta, e sebbene a volte sia capitata una qualche schermaglia coi colpi di sonno, mai mai mai mi sono addormentata al cinema. Tranne una volta, proprio quella in cui andai a vedere Paura e delirio a Las Vegas. Non me lo sono mai perdonato e ho sempre dato la colpa alle poltrone super comode di quel cinema a Milano (dalle mie parti le sedie al cine sono rimaste scomode ancora per un po’ di anni) e al fatto che fosse stata una giornata particolarmente pesante. Ora che ho letto il libro mi dico che è stato meglio così, almeno tutto quello che di visuale c’è in questo libro, e di visuale ce n’è molto, sono riuscita a immaginarmelo senza i condizionamenti del film.

Il romanzo è bellissimo, da quanto mi dicono ben tradotto, e la cosa che più ho apprezzato è che appare credibile. Le cose più pazze che i protagonisti fanno (e si dicono) sotto l’effetto della droga più o meno pesante stanno proprio in piedi e pur nell’assurdità risultano plausibili.