Archivi per il mese di: agosto, 2011

pag. 302 – traduzione Laura Cangemi – Teadue 2008

Il monologo mentale del padre prima, quello della madre poi. Due tentativi di iniziare a superare l’immenso dolore per una perdita inaccettabile: il suicidio della figlia adolescente. Si ripercorre la storia d’amore dei genitori e la conseguente rottura. Poi i dialoghi del padre e della madre, compulsivi, assurdi, dolorosi.

Non mi è dispiaciuta la lettura, anche se l’ho trovato poco coinvolgente. Nonostante la neve della copertina (riferita alla nazionalità dell’autrice, norvegese) nel romanzo, che pure si svolge in Norvegia, c’è un clima caldo. E’ estate. La luce che si protende anche nella notte mi è sembrata voler scavare e mettere a nudo  ancora di più il dolore dei genitori.

pag. 390 -Trad. Silvia Rota Sperti – I Narratori Feltrinelli 2011

Il tema è quello spinoso del conflitto israelo-palestinese.
Attraverso la storia di una famiglia palestinese e in particolare negli occhi della piccola Amal che nasce e cresce nel quotidiano contatto con le privazioni, i soprusi e le battaglie imposti dagli israeliani, conosciamo la Palestina pacifica pre 1948 e la Palestina perennemente in guerra.
Il racconto è doloroso e cosparso di continue ingiustizie, ma la narrazione della vita, dall’infanzia all’adolescenza, degli amori, delle separazioni e dei ritorni rendono molto bene l’idea di come sia l’esistenza delle persone comuni che vivono nei campi profughi (parliamo quindi soprattutto di donne e bambini) e di quanto un popolo possa essere legato alla propria terra.

Ci sono molti saggi storici sul tema, ma consiglio questa lettura perché strettamente a contatto con le usanze e la vita giorno per giorno dei palestinesi.

L’autrice è palestinese e anche se il romanzo non è prettamente autobiografico tuttavia si basa su molti fatti da lei vissuti, da quanto ho potuto dedurre dalla sua biografia. Questo romanzo è già stato pubblicato col titolo “Nel segno di David” nel 2006 da Sperling & Kupfer.

Il perché il mondo rimanga a guardare tutto questo rimane una questione che tutti dobbiamo porci.

Nell’immagine pacifica insieme al libro sulla guerra infinita, Milla e un mio vecchio acquarello.

pag.263 – Traduzione di Guia Boni – Einaudi 2010

Abbandonato poco dopo la centesima pagina,quando mi sono resa conto che i salti temporali e generazionali iniziati a pag 76 sarebbero continuati almeno per altre cento pagine. Frasi spezzate, a volte riprese, altre volte mollate del tutto. Continui passaggi da un soggetto a un altro difficili da seguire. Mi ha fatto solo venire il nervoso.

Dalla quarta:

Una storia d’amore, di vita e di morte, incentrata sulla vicenda del maratoneta portoghese Francisco Làzaro, che morì a causa di una insolazione dopo aver corso trenta chilometri alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912. 
Un romanzo aspro e allo stesso tempo commovente che coinvolge il lettore nell’alternarsi di esistenze ricche di luci e ombre, di silenzi e risa, di timori e speranze.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: