pag 99 – Traduzione M.Lodoli – Einaudi 2002

La scrittura di Agota è fredda, lucida e metallica. La storia è in bianco e nero, come la copertina. Potrebbe esserci sempre il vento, ci verrebbe voglia di rannicchiarci al riparo. La salvezza è una nostra illusione, le cose che mettiamo in fila per raggiungere qualcosa di effimero, possono svanire e lasciarci lì. Leggere la Kristoff è sempre un po’ come stare davanti a uno specchio dove si vede al di sotto della superficie, al di là della pelle. Quello che sappiamo, ma facciamo finta di non sapere. A molti forse non piace per questo, a me piace leggere di questo. Non bello come La trilogia , ma notevole.