Archivi per il mese di: novembre, 2011

pag.515 – Traduzione di Antonietta Pastore – Einaudi 2008

Può piacere un libro di cui durante la lettura non si capisce molto e che in più momenti si è stati sul punto  di abbandonare?

Direi di si, in questo caso. Le storie sono due, lontanissime da loro all’inizio per poi scoprire che si tratta di due facce della stessa medaglia. Molta malinconia, sofferenza, il senso del distacco e delle cose che passano e come in  Nel segno della pecora, quotidianità mista a oniricità, ma in quantità maggiore.

I bigliettini di Natale q u i :)

pag.298 – Traduzione di Antonietta Pastore – Einaudi Supercoralli 2010

Un libro che avevo nella lista dei desideri da tanti anni ormai. Era un libro praticamente introvabile col titolo leggermente diverso “Sotto il segno della pecora”  edito da Longanesi nel 1992.

Questa è invece la recente riedizione con nuova traduzione di Einaudi.

Dopo tanta attesa la delusione avrebbe potuto far capolino, ma così non è stato.

Il romanzo è molto onirico soprattutto nella seconda parte, e la cosa mi ha inquietato abbastanza oltre che a spronarmi nella lettura con la  sua irresistibile attrazione e repulsione. Un po’ come vedere un film di David Linch, dove tutto non è logicamente spiegabile, ma lo si sente come possibile. Proprio quello che percepiamo nei sogni.

La prima parte è molto più introspettiva. Seguiamo il personaggio principale nelle sue vicende che possono capitare in una vita qualunque fino all’evento che darà la svolta. Questo unire la quotidianità all’oniricità è quello che più mi ha appassionata nel romanzo. Da non trascurare anche un certo intrigo di fondo, forse necessario alla narrazione.

E come appare nell’immagine, ebbene si sono disordinata!

pag 256 – Einaudi 2010

Lettura piacevole e leggera (forse fin troppo leggera) formata da articoli che l’autore ha redatto per varie riviste o giornali.

Tabù e luoghi comuni del passeggero sfatati con ironia da un pilota . Ci sono informazioni tecniche interessanti a livello divulgativo che  aiutano ad avere un po’ meno paura di volare o semplicemente soddisfano qualche piccola curiosità.

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