pag.298 – Traduzione di Antonietta Pastore – Einaudi Supercoralli 2010

Un libro che avevo nella lista dei desideri da tanti anni ormai. Era un libro praticamente introvabile col titolo leggermente diverso “Sotto il segno della pecora”  edito da Longanesi nel 1992.

Questa è invece la recente riedizione con nuova traduzione di Einaudi.

Dopo tanta attesa la delusione avrebbe potuto far capolino, ma così non è stato.

Il romanzo è molto onirico soprattutto nella seconda parte, e la cosa mi ha inquietato abbastanza oltre che a spronarmi nella lettura con la  sua irresistibile attrazione e repulsione. Un po’ come vedere un film di David Linch, dove tutto non è logicamente spiegabile, ma lo si sente come possibile. Proprio quello che percepiamo nei sogni.

La prima parte è molto più introspettiva. Seguiamo il personaggio principale nelle sue vicende che possono capitare in una vita qualunque fino all’evento che darà la svolta. Questo unire la quotidianità all’oniricità è quello che più mi ha appassionata nel romanzo. Da non trascurare anche un certo intrigo di fondo, forse necessario alla narrazione.

E come appare nell’immagine, ebbene si sono disordinata!