pag. 266 – Traduzione Cristina Stella -Mondadori – Piccola Biblioteca Oscar 1999

Libro sull’adolescenza vista a posteriori. In particolare sull’adolescenza femminile raccontata da adolescenti maschi diventati adulti.

Quello che accade lo sappiamo già dal titolo. Quello che scopriamo è il mondo degli adolescenti con il carico che quel periodo della vita porta ad ogni persona. Ogni gioia, ogni dolore, ogni scelta, ogni obbligo è “di più”. Più grande, più difficile da sopportare, spesso insopportabile.

I maschi ci raccontano dolorosamente come andarono le cose. Ormai sono adulti e solo ora, dopo averci tanto riflettuto e analizzato ogni particolare, riescono a parlarne. Usando il “noi” si sentono in colpa, rimpiangono di non essersi fatti avanti, di non aver capito, di aver guardato senza vedere, di non aver avuto il coraggio.

La storia si svolge in una strada di un quartiere suburbano americano medio-borghese negli anni ’70. Le famiglie con le loro casette-giardinetti-garage che creano un microcosmo di relazioni, ma spesso solo di apparenti relazioni. I maschi di nascosto spiano e si innamorano delle sorelle Lisbon, tenute segregate da una madre troppo bigotta e da un padre succube. Dall’altra parte anche le ragazze, senza sembrare che lo facciano, guardano il tanto misterioso mondo maschile con cui vorrebbero comunicare. (Molto bello il capitolo in cui la comunicazione si basa su 45 giri fatti ascoltare dalle sorelle Lisbon ai ragazzi e viceversa tramite il telefono. Ogni brano una dichiarazione, un sogno diviso solo dalla larghezza di una strada difficile da attraversare).

Sicuramente un gradino più su di Middlesex, nella mia classifica personale :)

Nell’immagine un particolare delle mie sinistre  bamboline.