pag. 36 – traduzione di Valentina Paggi e Monica Romanò – Salani Editore 2008 – ISBN 978 88 8451 964 1

Libro particolarissimo. In era di ebook questo volume soddisfa, oltre che i soliti sensi coinvolti nella lettura, anche il tatto. Le pagine sono in carta seta, pesanti, opache, tinte di nero e stampate in serigrafia tradizionale . Le mani sono felici di sfogliarlo.

Gli artisti che hanno creato le tavole sono della tribù Gond dell’India centrale. La loro arte è interessata al significato piuttosto che alla rappresentazione. Tralasciando i consueti canoni dell’arte visuale occidentale moderna, come prospettiva e realismo, attraverso forme bidimensionali e linee fluenti ci suggeriscono l’unione tra l’uomo e la natura.

Gli occhi sono colpiti dalle forme e dai colori che sul fondo nero diventano ancora più brillanti e sembrano fluttuare nella notte.

In questa misteriosa foresta notturna incontriamo 18 alberi e 18 brevi storie che li riguardano. Queste storie avvicinano l’uomo, gli animali e gli alberi. Leggerle è un piccolo sollievo nella nostra assurda e cieca frenesia.

Il mio preferito è l’albero del Peepul, albero sacro per gli Indù e i popoli delle foreste. Nel piccolo racconto che narra di lui, si dice che l’intero albero sembra avere la stessa forma della sua foglia e quindi il particolare e l’insieme coincidono.