pag. 325 – traduzione di Giancarlo Carlotti – Shake Edizioni 2010 – ISBN 9788888865638

Sono giunta a questo libro dopo una visita alla bella mostra su Fluxus che si concluderà fra pochi giorni al Max Museo di Chiasso, nella quale sono esposte anche due partiture visuali di Cage.

Come non fu convenzionale la musica di Cage, così non lo è questo libro, e come nell’ascolto si chiede alle orecchie di sentire altro, ugualmente al lettore viene chiesto di dimenticarsi della struttura “libro”, della struttura punteggiatura e di quella impaginazione.

L’esperienza della lettura diviene un’esperienza più ampia delle parole stesse. Le ripetizioni, la suddivisione ritmica dello scritto tramite spazi e linee, le interruzioni e la sovrapposizione di più testi, l’esposizione teorica o quella degli aneddoti della sua vita, fanno parte del flusso in cui entriamo leggendo questo libro.

Il mio approccio è stato quello di una lettura lenta e senza la pretesa della comprensione o dell’attenzione all’erta. Forse è stato l’approccio giusto visto che

(pag 301) “propongo di leggerle come si legge un quotidiano, persino quelli delle metropoli, cioè a cuor leggero, saltando qua e là mentre si reagisce agli eventi e ai suoni dell’ambiente”

Volume dapprima preso in prestito in biblioteca e successivamente acquistato.