pag.325 – Traduzione di Bruno Amato – Guanda 2011 – ISBN 9788860886484

Sono combattuta su questo libro. Mi è piaciuto com’è scritto  e il personaggio non viene narrato ma emerge dal racconto che le persone che lo hanno incontrato ne fanno di lui.  Scelta narrativa perfetta per lo scopo del libro. Però non mi ha convinto.

E’ la storia del messia dei giorni nostri, quello che torna qui da noi ora chiamato Ben Zion. Il libro non è un fantasy, non è un libro di auto aiuto mascherato da romanzo (temevo qualcosa di newage tipo quella storia di Celestino -ehm- e non chiamiamolo romanzo). E’ fortemente critico nei confronti della politica, delle religioni, del sistema consumistico visti come forme di schiavitù della gente. Pone l’amore nel senso più ampio e anche il sesso come mezzo per arrivare a Dio, che non é certo quello magistralmente rappresentato da Michelangelo nella Cappella Sistina, anziano con la barba bianca, ma non è nemmeno il dio delle altre religioni.

Proprio questo uso del sesso mi ha fatto pensare che come nella vita di Gesù da quel che leggiamo, il sesso non c’entra, così in questo romanzo ce n’è troppo  e funge da panacea per molti mali. Comunque non è un libro erotico, intendo c’è troppo sesso come “mezzo” per arrivare a Dio, e questa mi pare proprio da santone con la sua setta. ;)

Le verità che Ben Zion, il nome del nuovo messia, esprime nel libro sono comunque condivisibili dalle persone atee  o agnostiche e da questo punto di vista non ho letto nulla di nuovo.  Più che Ben mi sono piaciuti i personaggi che girano intorno a lui o che solo hanno un’esperienza di vita con lui. Quello che sentono, come si trasformano davanti a lui percependo l’essenziale. Bello da leggere, ma si può passare oltre.