pag 351 – traduzione di Chiara Belliti – Edizioni e/o 2002 – ISBN 9788876415135

la copertina è orrenda e per un libro fatto apposta per vendere é il colmo. l’avevo già notata ai tempi e mi aveva tenuto lontana dal romanzo. il libro è un prodotto vendibile. molto ben confezionato (infatti si fa leggere molto bene) patinato e molto, ma molto rassicurante visto il tema (stupro, femminicidio e aldilà, ma non vi sto anticipando niente, già si sa da subito.)

insomma il genere di libri che vogliono dirti qualcosa di brutto del mondo, ma basta un poco di zucchero e la pillola va giù. perché l’ho letto? perché l’ho ricevuto tramite bookcrossing gli ho dato un’occhiata e l’ho finito. quindi missione compiuta, no? l’autrice ha fatto bene quel che voleva fare.

trama: Susie, quattordicenne, è stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. È stata adescata, stuprata, fatta a pezzi e nascosta in cantina. Il racconto è affidato alla voce della stessa Susie, che dopo la morte narra la vicenda con lo spirito allegro e senza compromessi dell’adolescenza.