Archivi per il mese di: dicembre, 2012

walkscapes

pag 167 – Prefazione di Gilles A. Tiberghien – Einaudi 2006 – ISBN 9788806180676

Libro coinciso e chiaro sul significato e l’importanza del cammino per il genere umano. Mi ha interessato molto la parte iniziale sullo spostamento delle prime comunità di uomini sul pianeta, l’approccio al paesaggio e ai segnali lasciati per l’orientamento in questa sorta di prima mappatura delle terre e  prima manifestazione dell’architettura. Interessanti gli approcci dell’arte moderna e contemporanea, sul cammino, appropriazione del territorio e intervento soprattutto sulla città.

Un libro sul quale mi sarebbe piaciuto fare un esame.

Dalla quarta:

Il camminare come forma autonoma di arte, atto primario nella trasformazione simbolica del territorio, strumento estetico di conoscenza e di trasformazione fisica dello spazio attraversato, che diventa intervento urbano. Dal nomadismo primitivo al Dadaismo e al Surrealismo, dal Lettrismo all’Internazionale Situazionista, e dal Minimalismo alla Land Art, il libro di Francesco Careri ricostruisce la storia della percezione del paesaggio raccontando la storia dell’attraversamento della città.

oscuro bisogno

pag.250 – prefazione di Carlo Lucarelli – Mondadori Strade Blu 2008 – ISBN 9788804575160

Ho letto questo libro sull’onda di una precedente lettura Boy A di Trigell e ne sono rimasta un po’ delusa. Forse perchè i casi trattati sono vari (una decina) ma nessuno è approfondito veramente. Picozzi è il criminologo che ha seguito la maggior parte dei casi di omicidio più eclatanti in Italia, compresi quelli più squallidamente spettacolarizzati.
Nelle conclusioni l’autore risponde al perché sott’inteso dal titolo e si rifà al celebre libro della Arendt La banalità del male.

La risposta inevitabilmete è imprecisa e forse  non esiste come non esiste “il mostro” che lui tanto vorrebbe trovare davanti a lui, per potere avere qualcosa di tangibile in mano, quel qualcosa che invece è offuscato, è un’ombra senza un netto confine.
Ogni delitto è un caso limite, ma quelli più strazianti sono quelli di infanticidi da parte di mamme sofferenti di gravi depressioni post-partum.

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