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pag 293 – traduzione di Alessandro Mari – Varia /Feltrinelli 2010 ISBN 9788807490965

Non sono mai stata fan di Patti Smith. Ma dopo le elucubrazioni alto borghesi di inizio secolo di Swann avevo bisogno di qualcosa di più vicino temporalmente e culturalmente. E poi avevo voglia di andare a New York.

Il libro mi ha stregata come una favola, a tal punto che a volte mi sono chiesta se sia tutto vero quel che racconta. L’atmosfera di NYC alla fine dei sessanta, la vita con pochi soldi, fatta di espedienti, un amore artista, Mapplethorpe, che rimane un’amicizia profonda per tutta la vita. L’ambiente del Chelsea Hotel, le aspirazioni, i dubbi i sogni della giovane età. Le poesie di Patti, i disegni di Robert. Sono tornata ragazzina e ho sognato, ma tornando adulta ho percepito anche un’onestà artistica nella sua ricerca di quel periodo. A quasi quarant’anni dalla sua uscita ho iniziato ad ascoltare Horses. Patti, scusa il ritardo ;)

Le cose che avevo creduto potessero avverarsi non si verificarono. Cose che non avevo previsto , invece, si realizzarono.

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pag. 372 – Edizioni Il Ciliegio 2012 – ISBN 9788897783305

Sono giunta alla lettura di questo libro da questo post apparso sul blog Un altro genere di comunicazione.

Il tema del femminicidio al giorno d’oggi comincia ad essere un tema abbastanza dibattuto e sempre più difficile da negare. C’è una sorta di caso che mi lega a questa lettura, perché questo e non altri libri sull’argomento? Di tragedie assurde come questa ce ne sono purtroppo molte, come vari sono i libri che trattano l’argomento (forse non ancora abbastanza). Probabilmente ho scelto di leggerlo, perché a narrare l’ingiusta storia di Giulia è la sua mamma. E poi, leggendolo, mi immaginavo Giulia Galiotto, come una donna che avrebbe potuto essere amica mia.

Oltre al gravissimo fattore umano, questo è anche un libro di denuncia sugli esiti della giustizia italiana nei confronti delle donne. E’ la storia del processo a carico del marito di Giulia, al quale, contro l’evidenza dei fatti  e contro prove chiare, non è stata riconosciuta la premeditazione dell’assassinio. L’ingiustizia si abbatte due volte su Giulia e sulla sua famiglia. I genitori e la sorella di Giulia sono costretti a  dover ascoltare in Tribunale, senza poter controbattere, infamie e distorsioni sull’immagine e sul ricordo della loro congiunta, ingiustamente colpevolizzata senza possibilità di difesa, seppur vittima.

dalla quarta:

«Giulia era mia figlia e il calvario che io e mio marito abbiamo vissuto durante il processo ci ha segnato, umiliato, devastato. Ma Giulia non è l’unica vittima di questa società, ancora così profondamente maschilista, dove alla fine spunta sempre una giustificazione, per ipocrita che sia, all’uccisione di una donna».

La signora Ferrari, si è impegnata ora in una serie di incontri presso le scuole dove racconta la storia della figlia Giulia, come insegnamento per cercare di dare qualche strumento in più ai giovani per riconoscere quando la violenza, non solo quella fisica, è mascherata da amore.

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pag 167 – Prefazione di Gilles A. Tiberghien – Einaudi 2006 – ISBN 9788806180676

Libro coinciso e chiaro sul significato e l’importanza del cammino per il genere umano. Mi ha interessato molto la parte iniziale sullo spostamento delle prime comunità di uomini sul pianeta, l’approccio al paesaggio e ai segnali lasciati per l’orientamento in questa sorta di prima mappatura delle terre e  prima manifestazione dell’architettura. Interessanti gli approcci dell’arte moderna e contemporanea, sul cammino, appropriazione del territorio e intervento soprattutto sulla città.

Un libro sul quale mi sarebbe piaciuto fare un esame.

Dalla quarta:

Il camminare come forma autonoma di arte, atto primario nella trasformazione simbolica del territorio, strumento estetico di conoscenza e di trasformazione fisica dello spazio attraversato, che diventa intervento urbano. Dal nomadismo primitivo al Dadaismo e al Surrealismo, dal Lettrismo all’Internazionale Situazionista, e dal Minimalismo alla Land Art, il libro di Francesco Careri ricostruisce la storia della percezione del paesaggio raccontando la storia dell’attraversamento della città.

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