Archivio degli articoli con tag: libri usati

il nuotatore

pag 56 – prefazione di Fernanda Pivano – traduzione di Marco Papi – Fandango Tascabili – ISBN 9788860440891

Farò delle anticipazioni, chi ha intenzione di leggerlo non vada oltre.

Il racconto che dà il titolo a questo libretto mi ha spiazzata perché, a un certo punto, prende una piega diversa. Del resto, ripensandoci, me lo sarei potuto anche aspettare, che si sarebbe evoluto in quella direzione. Nello svilupppo mi ha ricordato quel racconto di Buzzati dell’ospedale, “Sette piani”.

Il racconto inizia con questa visione un po’ surreale di Ned, un uomo di mezz’età  bello, abbronzato ed atletico che, in una domenica pomeriggio trascorsa nella piscina di amici, decide che tornerà a casa nuotando attraverso tutte le piscine che lo separano dalla sua. Questo viaggio idilliaco, questa originale sfida sportiva attraverso questo fiume immaginario che si chiama Lucinda, ha così inizio. Questo è il lato patinato: sole, feste sui bordi delle piscine, amici che lo accolgono sorpresi ma con affetto. Ma poi arriva il temporale, l’aria si raffredda, i vicini che lo vedono spuntare in costume nel loro giardino, compresa una vecchia amante, non sono poi così felici di vederlo. Insomma un declino inarrestabile.

Gli altri racconti che fanno parte di questa piccola raccolta sono “Un giorno qualsiasi” e “Una radio straordinaria”. Soprattutto quest’ultimo, che parte da una situazione improbabile, mi ha colpita. Una radio appena acquistata che si mette a trasmettere i dialoghi che si svolgono in ogni appartamento del condominio. La coppia che possiede questa radio scopre situazioni impensabili dietro alle porte dei vicini “perbene”. Situazioni pesanti che si vedrà non sono estranee nemmeno alla coppia stessa.

L’illustrazione in copertina è di Gianluigi Toccafondo.

la_vita_materiale

pag 151- Traduzione di Laura Guarino – Universale Economica Feltrinelli – V ed. 1996 – ISBN 9788807810855

Piccolo libro trovato al mercatino dell’usato. Pagine ingiallite, ma costa intatta. E’ appartenuto a un lettore, o più presumibilmente una lettrice che lo ha aperto con cura, o forse non l’ha mai aperto. L’ho sottolineato molto, ma con riguardo, leggermente con la matita. Gli ho lasciato più segni vissuti io del suo precedente possessore.

Marguerite Duras per me ha sempre qualcosa di speciale. La vita materiale, con L’Amante della Cina del Nord e Scrivere, è entrato a far parte dei miei preferiti di quest’autrice.

Non è un romanzo. Si tratta di trascrizioni di conversazioni tra l’autrice e Jérôme Beaujour successivamente rivedute e corrette dalla stessa Duras. Ci sono cose dette sui suoi libri,, sulla scrittura e sui suoi riti, sulla famiglia e sulla scrittura che convive con la famiglia, sugli uomini e sugli amanti.

La scrittura si rapporta anche al luogo in cui si scrive, la casa. Duras parla delle sue case quasi senza descriverle ma facendocele intuire dalle loro ombre, dalle storie che hanno contenuto, dai tavoli pieni di manoscritti poi gettati nel caminetto a uscita del libro avvenuta. Case e luoghi in cui ha vissuto più o meno bene, tra cui Parigi. Parigi riemerge anche con il problema dell’alcolismo, combattutto più volte e altrettante volte uscito vittorioso su di lei. Le ultime pagine sono molto dure, mi hanno fatto quasi paura. La Duras narra di quei periodi di disintossicazione dall’alcool accompagnati da allucinazioni. Personaggi che non la abbandonavano neppure quando i trattamenti terminavano. Il libro si chiude con un senso d’impotenza dopo che una di queste allucinazioni se ne va (un uomo dai capelli grigi crespi e gli occhi azzurri) e l’autrice pur sollevata si rammarica di non averlo compreso.

pag 351 – traduzione di Chiara Belliti – Edizioni e/o 2002 – ISBN 9788876415135

la copertina è orrenda e per un libro fatto apposta per vendere é il colmo. l’avevo già notata ai tempi e mi aveva tenuto lontana dal romanzo. il libro è un prodotto vendibile. molto ben confezionato (infatti si fa leggere molto bene) patinato e molto, ma molto rassicurante visto il tema (stupro, femminicidio e aldilà, ma non vi sto anticipando niente, già si sa da subito.)

insomma il genere di libri che vogliono dirti qualcosa di brutto del mondo, ma basta un poco di zucchero e la pillola va giù. perché l’ho letto? perché l’ho ricevuto tramite bookcrossing gli ho dato un’occhiata e l’ho finito. quindi missione compiuta, no? l’autrice ha fatto bene quel che voleva fare.

trama: Susie, quattordicenne, è stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. È stata adescata, stuprata, fatta a pezzi e nascosta in cantina. Il racconto è affidato alla voce della stessa Susie, che dopo la morte narra la vicenda con lo spirito allegro e senza compromessi dell’adolescenza.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: